Pontignano, chiostro

Il Convegno di Pontignano rappresenta uno degli eventi annuali più importanti nel rapporto bilaterale tra Regno Unito e Italia, che mira ogni anno a riunire i principali decision maker e influencer governativi ed in tema di università e accademia, tecnologia e innovazione, cultura e società, economia e finanza, politica e sicurezza, governo e media. 

Nato nel 1993, è organizzato dall’Ambasciata Britannica in Italia, dal British Council e dall'Università di Siena

Il Convegno è progettato in modo tale da fornire, nel corso di due giorni, un'opportunità strutturata ma informale per conversare, discutere e costruire relazioni, nella quiete e nella splendida cornice di un antico monastero fuori Siena. La maggior parte del convegno si svolgerà secondo le Regole della Chatham House - in altre parole, gli individui non potranno essere citati al di fuori della cornice della conferenza.

Il Convegno di Pontignano 2019 si terrà dal 26 al 28 settembre 2019.

Il tema cui il Convegno è dedicato quest'anno è: Navigare nel Nuovo Mondo: Sfide Strategiche e Scelte Strategiche per il Regno Unito e l’Italia.

Le sessioni di workshop che avranno luogo il secondo giorno, rappresentano la parte fondamentale del convegno, e saranno moderate dalle principali figure italiane e britanniche in ciascun campo. Queste sessioni saranno altamente partecipative, e rappresenteranno occasioni di tavole rotonde. Ci sarà anche un numero selezionato di discorsi in plenaria, tra cui un discorso programmatico prima della cena di apertura e una sessione dedicata ai discorsi dei ministri seguita da domande e risposte.

I Co-Chairs di Pontignano partecipano attivamente alla pianificazione e alla riuscita del Convegno e siamo lieti di annunciare che Lord David Willetts, presente sin dal primo Pontignano 25 anni fa, sarà quest'anno affiancato dal previo Ministro dello Sviluppo Economico Italiano, l’On. Carlo Calenda.

Concept note Pontignano 2019

Esattamente ottanta anni fa, l’Europa sprofondava nella devastazione della Seconda Guerra Mondiale ed è proprio in risposta a questa spaventosa esperienza che venne fondata l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), pietra miliare di un sistema internazionale fondato sulle regole. Con i suoi organismi e le sue istituzioni, L’ONU ha garantito la pace, ha promosso il libero scambio e una crescita economica stabile e favorito lo sviluppo internazionale. Questo sistema nato nel dopo-guerra è ora messo a dura prova.

A trent’anni dall’invenzione di Internet, i rapidi cambiamenti in campo tecnologico – incluso l’avvento dei Big data e dell’Intelligenza Artificiale – stanno distruggendo il vecchio paradigma economico. Il protezionismo è in aumento. A livello geopolitico, gli Stati Uniti stanno perseguendo una politica basata sul concetto di “Prima l’America” (America First), mentre l’emergente Cina sta esercitando un’influenza sempre maggiore sullo scenario globale – non ultimo con la sua “Belt and Road Initiative”, la cosiddetta “Nuova Via della Seta”. Stiamo iniziando a percepire gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici. Le nazioni europee si trovano ad affrontare un declino demografico, mentre aumenta la pressione dei flussi migratori provenienti dai paesi in via di sviluppo. Come dovrebbero navigare in questo nuovo mondo l’Europa, il Regno Unito e l’Italia? Di quali partner strategici abbiamo bisogno e da quali minacce strategiche dobbiamo difenderci?

Seminari Convegno di Pontignano 2019

1. Minacce Strategiche – o partner strategici? Come dovrebbero interagire l’Europa, il Regno Unito e l’Italia con le potenze rivali per preservare il sistema internazionale fondato sulle regole?

Mentre gli Stati Uniti perseguono una politica di “Prima l’America”, altri attori globali si muovono rapidamente per riempire il vuoto che ció ha creato. La Cina é impegnata a stabilire il suo predominio nel Mar Cinese Meridionale; sta investendo su larga scala in Africa e sta rapidamente costruendo nuove alleanze attraverso la “Belt and Road Initiative”. La Russia, l’Iran e la Turchia hanno assunto un ruolo di primaria importanza in Siria. In un mondo in continuo cambiamento, come si può preservare il sistema internazionale fondato sulle regole? Chi dovrebbero essere i nostri partner strategici? E come possiamo proteggerci dalle relative minacce strategiche, tra le quali possiamo elencare gli attacchi cibernetici ai sistemi di informazioni chiave e l’impatto corrosivo della disinformazione?

2. Costruire le infrastrutture per un futuro sostenibile

Gli incontrollabili cambiamenti climatici comporteranno costi elevatissimi per l’economia mondiale. Il mondo sta già pagando le conseguenze di eventi meteorologici catastrofici sempre più frequenti, come il Ciclone Idai. Per rispettare l’obiettivo di Parigi di mantenere l’aumento medio della temperatura a livello mondiale ben al di sotto dei due gradi, dobbiamo agire con decisione adesso. Il Regno Unito e l’Italia sono già leader a livello mondiale. Il Regno Unito è settimo nella classifica del World Economic Forum sui paesi più preparati per una transizione energetica; l’Italia era sul podio per la politica di efficienza energetica nel 2017. Come possono i nostri governi fondere le loro strategie industriali e di sviluppo ecocompatibile per gettare fondamenta stabili a sostegno della crescita economica sostenibile? Come possono le nostre aziende investire in modo sostenibile nel futuro per guidare la transizione energetica, sfruttando al massimo l’uso delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale per migliorare la produttività e l’uso efficiente delle risorse? Quale sarà l’impatto dell’Internet delle Cose? E come possiamo incoraggiare investimenti stranieri diretti nelle nostre infrastrutture in maniera sostenibile?

3. Migrazione, Integrazione e Cambiamenti Demografici

Con il tasso di natalità in caduta e l’aspettativa di vita in aumento, il cambiamento demografico sta già avendo un forte impatto sulla stragrande maggioranza delle nazioni europee. Il tasso di fertilità nel 2016 era di 1.8 figli per donna nel Regno Unito e 1.4 in Italia rispetto ai 4.8 dell’Africa Sub Sahariana. Una società che invecchia implica costi economici molto alti, incluso l’aumento degli oneri fiscali per i lavoratori, una maggiore richiesta di servizi di assistenza sanitaria e carenza di manodopera. Questi svantaggi possono essere mitigati attraverso l’aumento della migrazione legale. Tuttavia, questo aproccio puo’ essere problematico se le persone temono che la loro cultura e i loro valori siano in pericolo, o se i nuovi arrivati possano sottrarre loro posti di lavoro. Allo stesso tempo, l’Europa affronta un alto tasso di flussi migratori clandestini. I cambiamenti climatici rischiano, poi, di diventare un ulteriore fattore che spinge queste migrazioni illegali alla volta dell’Europa, al pari di una eventuale crescita dell’instabilità dell’Africa Sub Sahariana oppure dei paesi affacciati sul Mediterraneo. Come dovremmo rispondere a queste sfide? E come dovremmo affrontare il rischio che una mancata integrazione possa causare tensioni sociali e persino una radicalizzazione?

4. Scienza e Società – Fatti e Opinioni

Nel complesso scenario del XXI secolo, la scienza e la tecnologia assumono un’importanza sempre maggiore nelle nostre società. Tuttavia, a meno che queste società non diventino più competenti dal punto di vista scientifico, le campagne intimidatorie sui social media continueranno a creare una cassa di risonanza in cui i timori pubblici vengono rapidamente amplificati, portando al rifiuto delle scoperte e dei pareri scientifici – come abbiamo visto nella “guerra ai vaccini”. Coloro che negano i cambimenti climatici affermano che l’evidenza scientifica è solo una questione di opinioni! A chi tocca demistificare la scienza e renderla un’eredità culturale condivisa da tutti? Come possiamo educare i nostri figli a comprendere l’importanza di basare le proprie opinioni sui fatti e far sì che i nostri politici capiscano l’importanza di elaborare politiche fondate su prove tangibili? E come possiamo dare al pubblico una voce informata e autorevole nella formazione del processo politico decisionale?