Pontignano, chiostro

Il Convegno di Pontignano rappresenta uno degli eventi annuali più importanti nel rapporto bilaterale tra Regno Unito e Italia, che mira ogni anno a riunire i principali decision maker e influencer governativi ed in tema di università e accademia, tecnologia e innovazione, cultura e società, economia e finanza, politica e sicurezza, governo e media. 

Nato nel 1993, è organizzato dall’Ambasciata Britannica in Italia, dal British Council e dall'Università di Siena

Il Convegno è progettato in modo tale da fornire, nel corso di due giorni, un'opportunità strutturata ma informale per conversare, discutere e costruire relazioni, nella quiete e nella splendida cornice di un antico monastero fuori Siena. La maggior parte del convegno si svolgerà secondo le Regole della Chatham House - in altre parole, gli individui non potranno essere citati al di fuori della cornice della conferenza.

Le sessioni di workshop che avranno luogo il secondo giorno, rappresentano la parte fondamentale del convegno, e saranno moderate dalle principali figure italiane e britanniche in ciascun campo. Queste sessioni saranno altamente partecipative, e rappresenteranno occasioni di tavole rotonde. Ci sarà anche un numero selezionato di discorsi in plenaria, tra cui un discorso programmatico prima della cena di apertura e una sessione dedicata ai discorsi dei ministri seguita da domande e risposte.

I Co-Chairs di Pontignano partecipano attivamente alla pianificazione e alla riuscita del Convegno e siamo lieti di annunciare che Lord David Willetts, presente sin dal primo Pontignano 25 anni fa, sarà quest'anno affiancato dal previo Ministro dello Sviluppo Economico Italiano, l’On. Carlo Calenda.

Il Convegno di Pontignano 2018 è dedicato al tema Bridging the Gaps.

Bridging the Gaps: concept note Pontignano 2018

In un mondo caratterizzato da rapidi e spesso travolgenti cambiamenti tecnologici e sociali, le divisioni reali e immaginarie sono al centro del nostro dibattito quotidiano. Il Convegno di quest'anno verterà sul ruolo chiave che Educazione, Innovazione, Tecnologia, Cultura, Business e Difesa svolgono nel colmare le divisioni, forgiare le partnership e costruire un mondo migliore per le generazioni future.

Il cuore della conferenza sarà rappresentato dai seguenti workshop, presieduti e moderati da personalità di spicco nei rispettivi campi:

  • Cultura e Società: nuove tecnologie e coesione sociale

Qual è il ruolo della cultura nel mantenerci uniti - e qual è il rischio che essa possa invece ampliare le divisioni sociali? In che modo l'Intelligenza Artificiale e l'economia del lavoro temporaneo cambiano il futuro del lavoro e quindi la struttura della società? Quale sarà l'impatto, nel bene e nel male, delle nuove tecnologie sulla democrazia e sulla coesione sociale? Cambieranno i nostri modelli democratici? Da quali interessanti esperimenti di democrazia diretta potremmo imparare? Come possiamo diffondere le buone prassi per promuovere la coesione tra generazioni, regioni ed etnie?

  • Università e Città Intelligenti: ridurre le disuguaglianze

Cosa sta alla base delle disuguaglianze regionali nel Regno Unito e in Italia? Qual è la visione al di fuori delle nostre capitali? Come possiamo promuovere partenariati intersettoriali e sfruttare la ricerca per guidare la crescita istituzionale e regionale? Come possiamo favorire il trasferimento di conoscenze tra università, industria e amministrazioni locali? Come possiamo lavorare insieme per aumentare l'accesso all’istruzione e combattere la povertà?

  • Business e Innovazione: dall'idea all'investimento e all'impatto

Come possiamo coltivare il talento, sviluppare idee, investire nell'innovazione guardando al futuro del lavoro - dove si trovano le lacune e come possiamo colmarle? Come possiamo colmare il divario tra i migliori performer e gli altri?

  • Difesa e Sicurezza: futura protezione della sicurezza comune

In che modo il Regno Unito, l'Italia e l'UE possono collaborare al meglio per garantire la nostra sicurezza futura mantenendo vantaggi industriali e commerciali? Riuscirà l'Europa a sviluppare un'autonomia strategica nella sfera della sicurezza? Come si evolveranno le relazioni UE / NATO all'interno di un paesaggio che cambia? Quali sono i divari tecnologici / innovativi tra l'Europa e le altre regioni e tra la difesa e il settore commerciale? In che modo dovremmo rispondere a un ampio spettro di nuove minacce / sfide (guerra ibrida, cyber, terrorismo, migrazione di massa)?