L’Italia
(insieme con la Comunità Europea) ha praticamente deciso di rinunciare
all’uso delle piante transgeniche. A cosa rinunciamo? Tra un decennio l’utilizzo
delle piante GM sarà molto diversificato. Sarà possibile conferire
alle piante di uso agrario resistenza a stress biotici e abiotici, produrre piante
con alto valore nutrizionale, usare piante GM per produrre vaccini, antitumorali
e anticorpi contro le malattie infettive ed i tumori. E non solo, piante GM saranno
usate per interventi di depurazione dei suoli inquinati e per produrre, usando
l’energia radiante, prodotti oggi ottenuti usando il petrolio. Così,
ci si arrende ai timori per la vite GM, e si rinuncia a progetti di ricerca intesi
ad aumentare nella vite il contenuto di resveratrolo, una sostanza naturale che
ha notevoli effetti positivi sulla salute. Si rinuncia anche a tutta la ricerca
sulle applicazioni bio-mediche, prima tra tutte quella intesa alla produzione
di vaccini in pianta, uno strumento ideale anche contro il bio-terrorismo. Una
proposta sensata: si rifiuti la pretesa che le piante GM debbono essere assolutamente
esenti da rischi. Le si accettino quando, analizzate caso per caso, risulti che
esse migliorano il rapporto rischi/benefici rispetto a quello attualmente accettato
nella pratica agricola. |