British Council Italy
Marcello Buiatti
Sommario dell' intervento di Marcello Buiatti

Per essere razionali, il dibattito sugli Organismi Geneticamente Modificati dovrebbe partire da una conoscenza aggiornata della biologia che sta dietro l'ingegneria genetica e dalle conseguenze che la struttura e le dinamiche della "realtà vivente dei fatti" hanno sulla possibilità di prevedere i risultati biologici ed economici derivanti dalle modificazioni genetiche.

Il mio intervento pertanto e iniziatointroducendo la distinzione tra una biologia "moderna" ed una biologia "contemporanea". La prima si basa interamente sul cosidetto dogma centrale della biologia molecolare, nel quale l'informazione genetica "scritta" sul DNA viene, senza ambiguità, trascritta sul RNA e poi tradotta in proteine. Questa affermazione è soltanto parte della verità, in particolare nel caso delle piante e degli animali. È sempre più spesso dimostrato che in effetti i geni sono spesso ambigui, ognuno contiene informazioni su proteine diverse, e che geni diversi interagiscono tra di loro e con l'ambiente nella determinazione del fenotipo.

I genotipi inoltre si sono evoluti in maniera armoniosa negli individui della stessa specie. In altre parole la quantità di espressione di ogni singolo gene, la parte di un corpo nella quale viene espressa, il tempo nell'arco del ciclo della vita durante il quale avviene la trascrizione, tutto questo dipende dai livelli di espressione degli altri geni e segnali provenienti dall'esterno della cellula e dall'ambiente circostante, secondo regole specifiche della specie. Questa è la ragione per la quale, come verrà documentato, sono così pochi i caratteri che sono stati modificati nelle piante transgeniche presenti sul mercato, e non vi sono ancora animali transgenici disponibili per la produzione di cibo. D'altra parte dai batteri sono stati ottenuti un certo numero di prodotti utili, in quanto i loro geni sono molto meno ambigui ed i loro legami molto meno complicati. Questa serie di informazioni documenta bene la differenza tra le forme di riproduzione tradizionali, nelle quali vengono scambiati alleli degli stessi geni, e l'ingegneria genetica, dove i geni contenenti informazioni per proteine completamente nuove vengono inseriti su uno sfondo genetico non "famigliare". Naturalmente questo non significa che gli OGM siano più pericolosi ma, certamente, significa che essi sono una classe specifica di organismi. Il mio intervento ha affrontato poi il problema della valutazione dei rischi (pochi e non molto rilevanti) per la salute riguardanti gli OGM già esistenti, le interazioni con gli ecosistemi e la biodiversità, dell'impatto che la loro struttura ha sul mercato, nell'ambito delle relazioni tra Nord e Sud del mondo. Concluderò con la promessa che la ricerca compirà uno sforzo veramente decisivo affinchè vengano chiarite le regole dinamiche delle interazioni genetiche quale prerequisito per avere prodotti biotecnologici veramente utili.


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