Per
essere razionali, il dibattito sugli Organismi Geneticamente Modificati dovrebbe
partire da una conoscenza aggiornata della biologia che sta dietro l'ingegneria
genetica e dalle conseguenze che la struttura e le dinamiche della "realtà
vivente dei fatti" hanno sulla possibilità di prevedere i risultati biologici
ed economici derivanti dalle modificazioni genetiche.
Il mio intervento pertanto e iniziatointroducendo la distinzione
tra una biologia "moderna" ed una biologia "contemporanea". La prima
si basa interamente sul cosidetto dogma centrale della biologia
molecolare, nel quale l'informazione genetica "scritta" sul DNA
viene, senza ambiguità, trascritta sul RNA e poi tradotta
in proteine. Questa affermazione è soltanto parte della verità,
in particolare nel caso delle piante e degli animali. È sempre
più spesso dimostrato che in effetti i geni sono spesso ambigui,
ognuno contiene informazioni su proteine diverse, e che geni diversi
interagiscono tra di loro e con l'ambiente nella determinazione
del fenotipo.
I genotipi inoltre si sono evoluti in maniera armoniosa negli individui
della stessa specie. In altre parole la quantità di espressione
di ogni singolo gene, la parte di un corpo nella quale viene espressa,
il tempo nell'arco del ciclo della vita durante il quale avviene
la trascrizione, tutto questo dipende dai livelli di espressione
degli altri geni e segnali provenienti dall'esterno della cellula
e dall'ambiente circostante, secondo regole specifiche della specie.
Questa è la ragione per la quale, come verrà documentato,
sono così pochi i caratteri che sono stati modificati nelle
piante transgeniche presenti sul mercato, e non vi sono ancora animali
transgenici disponibili per la produzione di cibo. D'altra parte
dai batteri sono stati ottenuti un certo numero di prodotti utili,
in quanto i loro geni sono molto meno ambigui ed i loro legami molto
meno complicati. Questa serie di informazioni documenta bene la
differenza tra le forme di riproduzione tradizionali, nelle quali
vengono scambiati alleli degli stessi geni, e l'ingegneria genetica,
dove i geni contenenti informazioni per proteine completamente nuove
vengono inseriti su uno sfondo genetico non "famigliare". Naturalmente
questo non significa che gli OGM siano più pericolosi ma,
certamente, significa che essi sono una classe specifica di organismi.
Il mio intervento ha affrontato poi il problema della valutazione
dei rischi (pochi e non molto rilevanti) per la salute riguardanti
gli OGM già esistenti, le interazioni con gli ecosistemi
e la biodiversità, dell'impatto che la loro struttura ha
sul mercato, nell'ambito delle relazioni tra Nord e Sud del mondo.
Concluderò con la promessa che la ricerca compirà
uno sforzo veramente decisivo affinchè vengano chiarite le
regole dinamiche delle interazioni genetiche quale prerequisito
per avere prodotti biotecnologici veramente utili.
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